I tè africani: non solo Rooibos

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I tè africani sono poco conosciuti perchè poco rinomati, ma dagli anni '20 una piantagione del Malawi produce tè in foglia, sperimentando con molte varietà e stili, sull'altopiano delle Shire.

Il nome di questo giardino è Satemwa Tea Estate, gestito dalla famiglia Kay dal 1923. Nonostante l'Africa venga sempre associata al tè rosso Rooibos, che non è esattamente un tè ma un infuso ricavato dall'omonima pianta del Sudafrica, esistono realtà in evoluzione, che prestano attenzione alla qualità delle foglie di tè e all'ambiente circostante.ù

I tè di questo giardino fanno anche parte della selezione della Box di Aprile di Teatips!

Tè del Malawi
I territori di Satemwa Tea Estate, nel distretto di Thyolo, Malawi. Foto di Annette Kay

Il tè in Africa: dal tè in bustina al tè in foglia

La produzione di tè in Africa inizia alla fine del diciannovesimo secolo, seguendo la presenza dei proprietari terrieri Europei che in alcune aree del continente portarono esemplari di camellia sinensis, provando a coltivarla.

Le zone in cui il tè cresce sono Kenya, Malawi, Rwanda, Burundi, Tanzania e Zimbabwe, dove inzialmente era forte la produzione di tè nero ortodosso. Con questo termine si intende tè ottenuto dalla lavorazione delle foglie intere.

Nel ventesimo secolo, invece, la lavorazione del tè si aggiornò per venire incontro alla sempre più crescente richiesta di tè in bustina, comodo per soddisfare i mercati europei. Per questo, la tecnologia CTC (Cut, Tear, Curl - taglia, strappa, arrotola) rappresentò l'alternativa migliore.

Il CTC venne introdotto inizialmente in Assam dagli Inglesi, per poi essere portato nelle colonie Africane, che avevano un alto potenziale produttivo in grado di sostenere la richiesta di tè del momento.

In particolare il Kenya ha risposto bene a questa richiesta, diventando il primo stato africano per la produzione di tè CTC.

Secondo per produzione, abbiamo il Malawi, con 39 milioni di chili di tè in media all'anno. 

Lavorazione del tè in foglia in Malawi
Lavorazione del tè in foglia presso Satemwa Tea Estate, Malawi. Foto di Annette Kay

Il tè nel Malawi

Il tè africano è relativamente "giovane", così come anche quello del Malawi.

Prima della sua dipendenza dall'impero Britannico, il Malawi era conosciuto con  il nome di Nyasaland.

Qui il tè arrivo già a fine 1800, portato da diverse missioni religiose, cacciatori, mercanti e proprietari terrieri europei. Questi ultimi arrivavano in questa regione proprio per prendere possesso di piantagioni di tabacco e caffè.

La coltivazione di tè destinata al commercio inizia con sir Henry Brown a Mulanje, arrivato dallo Sri Lanka, dove in origine possedeva piantagioni di caffè.

Le altre zone che poi cominciarono a essere dedicate al tè sono Zomba, Mwanza, Karonga, Limbe e Thyolo.

Quest'ultima è molto importante per conoscere la piantagione di Satemwa, di cui vogliamo parlare.

Il tè del Malawi: Satemwa Tea Estate

Satemwa Tea Estate è una piccola realtà a gestione familiare. La storia di questa piantagione di tè inizia nel 1923, quando il fondatore, Maclean Kay, scozzese, acquistò un appezzamento di terra da un coltivatore di tabacco, per dedicarlo alla piantagione di piante di camellia sinensis.

Il nipote di Maclean, tutt'oggi, tiene le redini di Satemwa.

Quindici anni fa Satemwa tornò a dedicarsi alla produzione di tè ortodosso, dopo la lunga pausa in funzione del tè CTC.

Lavorazione di tè in foglia
Lavorazione del tè in foglia presso Satemwa. Foto di Annette Kay

Sono stati fatti molti esperimenti, anche in collaborazione con esperti provenienti da Cina e Giappone; il nipote di Maclean, Alexander, ha approfondito la sua conoscenza del tè in foglia compiendo molti viaggi in Asia, alla ricerca delle migliori tecniche di lavorazione nei Paesi produttori del continente.

Queste tecniche si mescolano con le piante di camellia sinensis che hanno trovato un nuovo habitat in Malawi, un terroir particolare. Sono ancora presenti le piante risalenti agli anni '20, mentre per la produzione si utilizzano esemplari di 50 anni.

Il CTC rimane una parte molto importante nella produzione di Satemwa, ma accanto ad esso cresce sempre di più l'attenzione per un tè ortodosso, a foglia intera e soprattutto organico.

L'attenzione all'ambiente si estende anche al mondo che circonda la piantagione. E questo è composto da persone, animali e vegetazione.

Satemwa Estate
Veduta di Satemwa Estate, distretto di Thyolo, Malawi. Foto di Annette Kay

Ci troviamo sull'altopiano delle Shire, vicino al monte Thyolo. Si arriva ad altitudini di 1200 metri sul livello del mare.

Ma ogni giorno il cambiamento climatico e altre sfide rendono sempre più arduo mantenere un ambiente positivo per le piantagioni e per la vita di tutto l'ecosistema.

Una delle piaghe principali è la deforestazione, che a livello nazionale non è considerata una priorità.

Il Malawi e in particolare l'altopiano delle Shire è una zona molto rurale, che include anche piccoli produttori, abitanti locali che a loro volta sono stati coinvolti nel progetto di Satemwa.

A loro vantaggio sono state istituite cliniche, scuole primarie, luoghi ricreativi, borse di studio finanziate direttamente da Satemwa.

Il giardino ha preso coscienza, trovandosi in questo luogo da più di 80 anni, delle problematiche che riguardano la regione, ma soprattutto della forte povertà del Malawi, in cui le risorse vengono prevalentemente gestite in maniera disorganizzata. Il distretto di Thyolo, ad esempio, conta 800.000 persone, per le quali sono a disposizione solo due ospedali.


Tutte le foto sono state realizzate da Annette Kay, Satemwa Tea Estate.


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