Tè del Darjeeling: come capirlo e apprezzarlo

Tè del Darjeeling Tè del Darjeeling

Il tè del Darjeeling è stato il primo che ho amato e per la precisione si trattava di un tè nero. Oltre a essere attratta dal nome così esotico, mi colpì quel tè ricco di note aromatiche complesse. Di certo gode già di una grande fama ed è un tè apprezzato da molti. Ma è interessante analizzarlo più attentamente, per scoprire quanto questo tè indiano sia capace di regalarci aromi unici e sapori complessi che vanno conosciuti, provati e capiti.

Dove si trova il Darjeeling?

Il Darjeeling è il capoluogo dell’omonimo distretto situato nella parte occidentale del Bengala, tra Nepal, Sikkim e Buthan. Il nome è formato dalla parola tibetana Dorje (fulmine) e dal sanscrito Ling (terra, luogo). Significa quindi Terra dei Fulmini.

Nel Darjeeling si trovano le prime pendici dell’Himalaya e infatti alcuni dei tè più buoni di questa zona vengono prodotti da piantagioni a 1800 o 2000 metri d’altezza.

Il clima della regione del Darjeeling è temperato; le estati miti dei mesi di maggio e giugno vengono seguite dalla stagione dei Monsoni, che dura da giugno a settembre. L’inverno porta la temperatura sotto lo zero, ma senza frequenti nevicate.

La nascita del tè in questa regione viene associata alla figura del dottor Archibald Campbell, medico ufficiale della Compagnia delle Indie Orientali e appassionato di botanica. Stabilitosi nel Darjeeling nella seconda metà dell’800, nella propria tenuta di Beechwood iniziò a sperimentare piantando semi di camelia sinensis.

Il tè che ne risultò riscosse così tanto successo, che il Governo Britannico decise di incentivarne la produzione. Fu così che istituì i primi tea gardens del Darjeeling, che al giorno d’oggi sono più di 80.

Dove si coltiva il tè del Darjeeling?

In questi giardini vengono prodotti tè nero (il più pregiato), verde, bianco e eoolong.

Le piantagioni più famose sono quelle di Makaibari, Ambootia, Jungpana, Puttabong, Mahaderam, tutte risalenti alla seconda metà dell'800.

Gran parte delle piante presenti nei giardini del Darjeeling derivano da esemplari di camelia sinensis var. sinensis, le quali danno il meglio durante i raccolti primaverili e estivi; le loro foglie vengono sottoposte a un’ossidazione ridotta, per questo a lavorazione ultimata hanno dalle tonalità che vanno dal verde al marrone.

Alcune piantagioni invece sono ricche di cultivar di piante di camelia sinensis var. assamica, autoctone indiane, che rendono meno nel raccolto primaverile, ma producono dei buoni tè neri in periodo estivo e autunnale.

Com'è il tè nero del Darjeeling?

Ecco alcune cose da ricordare per imparare a riconoscere un buon tè nero della Terra dei Fulmini:

Il tipo di raccolto

Può sembrare un dettaglio per saccenti, ma i raccolti in tutti i tè fanno la differenza; nel Darjeeling vengono indicati così:

  • First Flush (FF, primo raccolto primaverile);

  • Second Flush (SF, secondo raccolto estivo);

  • Autumn Flush (AF, raccolto autunnale)

Ciascun raccolto ha le proprie tempistiche:

  • Il primo avviene solitamente tra marzo e aprile e produce un tè dall'aroma vegetale, fresco, a tratti dolce o acerbo (a seconda delle caratteristiche del giardino di provenienza e del tipo di lavorazione);

  • Il secondo si svolge tra metà maggio e fine giugno/inizio luglio, dandoci un tè dai sentori molto più pacati e dall'aroma speziato e moscato; ogni anno il miglior Second Flush vince il premio Wonder Muscatel;

  • Il terzo si compie nei mesi di ottobre e novembre e si distingue per la capacità di riassumere i sapori dei raccolti precedenti, fondendoli in un aroma moscato più intenso, caldo e maturo. Proprio per queste particolarità il tè del raccolto autunnale viene destinato alle miscele indiane realizzate con l’aggiunta di spezie.

Il giardino di provenienza

Come anticipato, è il giardino di provenienza che rende speciale il tè del Darjeeling che acquistiamo. Chiedere qualcosa in più riguardo al giardino è sempre buona cosa: permette di acquisire informazioni importanti e anche di scoprire storie interessanti. Se il nome del giardino non è messo in evidenza, potrebbe trattarsi di una miscela di foglie provenienti da zone diverse, addirittura esterne al Darjeeling.

Il grado delle foglie

Conoscere il grado delle foglie permette di capire la dimensione e il livello di integrità o rottura della foglia di tè.I gradi sono quelle sigle che dovrebbero comparire sempre sulla confezione di un tè.

Nel caso del tè nero del Darjeeling, il grado più alto corrisponde a S.F.T.G.F.O.P. (Special Finest Tippy Gloden Flowery Orange Pekoe).

Se leggendo questo articolo avete capito che questo tè potrebbe trovare un posto tra i vostri preferiti, è il momento giusto per andare alla ricerca del proprio Darjeeling. Perché non cominciare a confrontare giardini o raccolti provenienti dalla stessa piantagione?

La scelta resta a voi.


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