Box #2: I Tè di Ottobre

Box del tè ottobre singola Box del tè ottobre singola

La Box del mese di Ottobre sarà un nuovo viaggio alla scoperta di nuove origini e nuovi sapori. Ma soprattutto questo è il mese dei cambiamenti, della natura che prosegue il suo corso e che cambia volto tutto intorno a noi.

Lo stesso vale per il tè che beviamo, per le nostre abitudini? Il nostro personale rito del tè è carico di nostra bellezza e le scelte che facciamo possono essere dettate anche dal passare delle stagioni.

I tè in foglia selezionati per Ottobre vengono dal Giappone, che già abbiamo conosciuto con altre Box, e dalla Corea, per noi un luogo totalmente nuovo e tutto da esplorare.

La Box è stata illustrata da Chiara Parnanzini, grafica e amante dell'Oriente e della Corea. Per decorare questo mese dedicato alla bellezza del rito, si è ispirata ai colori tradizionali dell'isola di Jeju e alla gestualità della preparazione del tè.

Da dove vengono i tè del mese?

Due tè verdi contenuti nella Box provengono dalla Corea del Sud e per la precisione dall'isola di Jeju. Quest'isola è una delle zone famose per la produzione di tè in Corea, insieme a Hadong, Boseong e Jeonnam.

Il terzo tè, un tè nero giapponese, che proviene dalla prefettura di Shizuoka. Ha una storia molto particolare, perché si tratta di un tè giovane, nato circa trent'anni fa dall'ibridazione di due cultivar che gli conferiscono tutta una serie di proprietà organolettiche che si rivelano nell'aroma e nel sapore del prodotto finale.

La Box del tè di Ottobre
La Box del tè di Ottobre contiene 3 tè in foglia, notizie sulle loro origini, consigli per abbinamenti e alcuni filtri di carta per facilitarne l'infusione.

I tè verdi di Corea

L'isola di Jeju si trova al sud della penisola coreana ed è un'isola vulcanica, in cui le piantagioni di tè si trovano su dolci declivi ai piedi del vulcano Halla, la cima più elevata della Corea del Sud. Qui si arriva a coltivare tè fino a 500 metri sul livello del mare.

Qui i tè vengono prodotti in primavera e in estate e i due raccolti si chiamano rispettivamente Woojeong e Jeoncha.

Il primo si caratterizza per una forma delle foglie sottile, arricciata e un aroma di frutta secca, castagna arrostita. Ritroviamo però alcuni elementi più marini, algacei e vegetali che ci ricordano i tè verdi del Giappone. Il tè primaverile viene raccolto a inizio primavera, prima della stagione delle piogge.

Il secondo, il tè estivo, cambia totalmente nella forma. Riconosciamo foglie più lunghe, simili a un Sencha giapponese prodotto in estate.

Il colore è verde chiaro e l'aroma di questo tè rivela sentori marini e dolci, con qualche nota fruttata di agrumi.

Il tè arrivò in Corea tra il sesto e settimo secolo, portato dai monaci buddhisti di ritorno dalla Cina. La bevanda divenne protagonista di una cerimonia praticata durante eventi ufficiali, ma anche religiosi: il tè verde veniva infatti offerto alle statue del Buddha e agli spiriti degli antenati.

Il tè nero del Giappone

Forse siamo più abituati a sentire parlare di Matcha e Sencha, quando si tratta di Giappone. Ma anche il mondo del tè è in continua evoluzione e lo studio, la tecnica permetterono di avanzare e proporre sul mercato nuove tipologie di tè, che forse potrebbero suonare un po' strane.

Come il tè nero, che in giapponese si dice Wakoucha o Kocha.

Questo, in particolare, viene dal distretto di Shizuoka, prodotto da cultivar Benifuki. Questa è un ibrido tra una cultivar indiana, originaria del Darjeeling e una diffusa in Cina e Giappone. Ciò che la caratterizza è la ricchezza di amminoacidi e catechine.

Vediamo foglie scure, arrotolate, piccole e un po' frammentate. Una volta infuse producono un liquore dal piacevole colore ramato. L'aroma intenso, floreale e sapore dolce, leggermente astringente.

Come già ho raccontato nell'articolo dedicato alla Cerimonia del tè giapponese, anche i monaci buddhisti giapponesi si recarono in Cina, nel nono secolo, riportando in patria i semi di Camellia Sinesis dalla provincia di Zhejiang. Fu nel dodicesimo secolo che il monaco Eisai portò dalla Cina un nuovo metodo di preparare il tè: le foglie venivano polverizzate e mescolate all’acqua calda con un frullino di bambù, tecnica ancora oggi applicata in Giappone nella cerimonia del tè.

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