La Box del Tè di Gennaio

Scatola di Gennaio Scatola di Gennaio

Con la Scatola dedicata al primo mese dell’anno, Teatips va alla scoperta di tre tè verdi del Giappone dall’aspetto un po’ insolito, ma sicuramente preziosi alleati per il nostro grande balzo nell’anno nuovo grazie alle loro innumerevoli proprietà.

Cos'è il tè verde?

Il tè verde è l’unica varietà di tè che non subisce l’ossidazione.

In realtà, anche se in misura molto ridotta, l’ossidazione avviene comunque, soprattutto nel momento in cui le foglie vengono raccolte.

Lo scopo della lavorazione è proprio quello di ostacolare il più possibile il protrarsi dell’ossidazione e mantenere il colore verde delle foglie.

In questo modo le proprietà presenti nella pianta, che si sono tramandate al germoglio, non subiscono i cambiamenti che normalmente vengono attivati dall'ossidazione.

Il procedimento che permette il blocco dell’ossidazione viene chiamato in gergo kill green, e avviene tramite l’applicazione del calore

In Cina si utilizzano grandi wok, nei quali le foglie raccolte che hanno subito l'essiccazione vengono rimescolate.

In Giappone la fase di cottura avviene a vapore. Questo determina una grande differenza tra i tè verdi giapponesi e i verdi cinesi.

Nei primi risultano note vegetali, erbacee, mentre nei secondi note più dolci e tostate.

Inoltre, la particolarità dei tè verdi giapponesi è l’umami.

In molti faticano a collocare questo tipo di sapore, ma per capire di che cosa si tratta basta pensare anche ad alcuni cibi presenti nella cucina italiana, come il parmigiano, i broccoli, i funghi, il dado da cucina.

L’umami corrisponde al glutammato monosodico, quindi ciò che dona sapidità a un piatto e che viene utilizzato molto nella cucina del sol levante.

Alcuni tè verdi giapponesi, grazie alla lavorazione che subiscono, possiedono naturalmente questa nota. E ciò li rende irresistibili.

I tè scelti per la Scatola di Gennaio provengono dalla prefettura di Shizuoka, e sono coltivati nelle città di Fukuroi e Kakegawa.

Shizuoka è l’area che produce il 40% del tè giapponese

Il tè verde fatto di rametti

Si ricava dai rametti che rimangono dalla lavorazione del Sencha primaverile coltivato nella città di Kakegawa.

Per questo può essere visto come un tè sostenibile, che permette di recuperare parti della pianta che altrimenti non verrebbero più utilizzate.

Ma cos’hanno di particolare i rametti? Lì vi è una bassa concentrazione di clorofilla e, quindi, di caffeina (o teina).

Ciò permette a questo tè molto saporito, dalle note dolci, vegetali e cremose, di essere ottimo se consumato durante e dopo i pasti, anche alla sera

Per questo può aiutarci a superare i cenoni festivi, permettendoci di entrare con stile nel nuovo anno.

Quando il tè incontra il riso

Sembra strano, ma in Giappone esiste un tè le cui foglie vengono mescolate con il riso.

Si tratta forse dell’unica miscela presente nel Paese del sol levante, che solitamente predilige tè purissimi, costituiti da sole foglie.

Le foglie di questo tè, che provengono dal raccolto primaverile, vengono mescolate con chicchi di riso integrale tostato. I chicchi hanno un colore marroncino chiaro e, nella fase di tostatura, qualcuno di loro scoppia, arrivando a somigliare a un pop-corn.

Questo tipo di tè ha diversi utilizzi in ambito culinario e può darci spunti molto interessanti.

L'infuso che risulta acquisisce il sapore del riso e per questo si abbina favolosamente ai pasti, grazie al sapore delicato.

Questo tè ci porta un po’ lontani dalla classica immagine del tè verde che abbiamo, ma ci fa capire quanto sia bello sperimentare sempre e comunque con le nostre preziose foglie.

Il tè verde tostato

Questo tè verde non sembra poi così verde.

Le sue foglie si presentano con un colore marrone scuro e hanno un profumo di torrefazione, di fava di cacao e la dolcezza dei cereali.

Ma siamo sicuri che sia un tè verde?

Certo, perchè questo deriva dal raccolto autunnale, da cui si ricava il Bancha.

Le foglie, che sono quelle più grandi e collocate più in basso nella pianta, vengono tostate.

Contengono naturalmente poca caffeina, trovandosi molto lontano dalla parte superiore della pianta.

Pur essendo un tè dal colore così scuro, viene considerato verde, poiché non subisce ossidazione.

Anche se non sono presenti gemme, ha comunque un carattere molto forte e interessante.

Insieme al sapore così caldo, avvolgente, troviamo anche una buona azione a livello intestinale, proprio per il basso livello di caffeina.

Anche lui può farci compagnia di sera, dopo cena, ma anche durante, magari in abbinamento con piatti a base di pesce o di frittura di pesce, proprio per la sua capacità di equilibrare le ricette più saporite e ricche di condimenti.


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